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In questo documento sui vaccini anti covid-19, ci occuperemo di tutte le problematiche legate ai vaccini, a quelli gia’ in distribuzione e a quelli che arriveranno.

Questo articolo di approfondimento del Dott. Sandro Centamore (Microbiologo),formato da 6 pagine web, fa seguito a quello del Dott. Giovanni Mannino (Infettivologo), piu’ di carattere generale sul virus, che potete leggere qui.

Excursus dei vaccini già autorizzati, di imminente approvazione e di buone speranze, tutti pronti a sconfiggere il virus

Il 7 gennaio 2020 le autorità cinesi comunicano al mondo di aver identificato un nuovo tipo di virus, un coronavirus della stessa famiglia di cui fanno parte, tra gli altri, la Sars e la Mers. Il nuovo coronavirus rinominato 2019-nCoV o COVID-19 (acronimo dell’inglese COronaVIrus Disease 19) è il responsabile della malattia respiratoria acuta da SARS-CoV-2.

Covid-19
Photo by CDC on Unsplash

Nelle settimane successive all’annuncio cinese, l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) dichiara lo stato di emergenza globale e di pandemia in corso.

Intercorso un anno da questi annunci, non esiste ancora oggi alcuna terapia che abbia dimostrato una marcata efficacia nella cura dell’infezione SARS-CoV-2, compreso Remdesivir, antivirale antiCovid recentemente registrato.

In questo scenario l’adozione dei dispositivi di protezione individuale, la limitazione agli spostamenti e il distanziamento sociale rappresentano, insieme all’isolamento dei malati e la quarantena dei contatti, misure di mitigazione della pandemia di COVID-19. Allo stesso tempo, lo sviluppo di alcuni vaccini hanno riacceso le nostre speranze di una luce all’orizzonte sanitario e, noi tutti, siamo più consapevoli che soltanto la profilassi vaccinale potrà permettere in maniera relativamente celere la fine della pandemia.

Photo by Daniel Schludi on Unsplash

Sarà necessario tuttavia disporre di vaccini efficaci e sicuri per puntare nel più breve tempo possibile, iniziando dai soggetti più fragili e da quelli esposti a maggior rischio di infezione, all’obiettivo dell’immunità di gregge. Si stima che l’herd-immunity” potrebbe essere raggiunta con un tasso di copertura compreso tra il 60 e il 70%.

5 “Community Immunity (‘Herd’ Immunity)” by National Institutes of Health (NIH) is licensed under CC BY-NC 2.0
Astrazeneca-Oxford, Moderna-NIH e Pfizer-Biontech, Sputnik . Quale la loro efficacia e sicurezza.

Mediamente ci vogliono dai 5 agli 8 anni per arrivare alle fasi avanzate della sperimentazione clinica di un vaccino, ma l’attuale emergenza epidemiologica ha spinto la ricerca scientifica, già dalla conferma dell’OMS di un’epidemia di Sars-CoV-2, ad attuare, in pochi mesi, grandi passi avanti nella formulazione di numerosi vaccini, tanto da chiedersi se il tempo impiegato non sia stato troppo breve .

L’Italia si è preparata a questo appuntamento opzionando complessivamente circa 200 milioni di dosi dei vaccini anti-Covid, nell’ambito dei contratti stipulati dalla Commissione europea. La quota maggiore (53,84 milioni di dosi) riguarda il prodotto di Johnson&Johnson, seguono AstraZeneca e Sanofi (40,38 milioni di dosi per ciascuna azienda), CureVac (30,285 milioni di dosi), Pfizer/Bnt (26,92 milioni di dosi) e Moderna (10,768 milioni di dosi).

Sebbene una quota di popolazione italiana mostri una certa diffidenza nei confronti dei vaccini e della comunità scientifica, siamo consapevoli che un reale vantaggio in termini di sanità pubblica si potrà ottenere solo attraverso una diffusa e capillare campagna vaccinale.

Da cosa ci hanno salvato i vaccini

Le vaccinazioni sono un presidio preventivo fondamentale per la salute pubblica, la cui introduzione ha permesso di proteggere sia l’individuo che le comunità da vari tipi di infezioni e di ridurre in pochi decenni, in modo sicuro ed estremamente rilevante, l’incidenza di malattie gravi e potenzialmente letali diffuse da millenni, la mortalità infantile e varie forme di disabilità nel mondo. Dopo le scoperte di Edward Jenner prima e Louis Pasteur dopo, e sempre a distanza di cento anni, viene conseguito uno dei traguardi più importanti della vaccinazione di massa e l’annuncio nel 1980 da parte l’Organizzazione Mondiale della Sanità dell’eradicazione dalla Terra del virus del vaiolo umano.

Nel 1796 Edward Jenner, medico britannico, osservò che le mungitrici si contagiavano al vaiolo bovino, una forma molto più lieve del vaiolo umano, e che successivamente guarivano senza mai contrarre il vaiolo umano, invece mortale. Egli provò quindi ad iniettare del materiale preso dalla pustola di vaiolo bovino in un bambino (vaccino di Jenner) e la malattia non si sviluppò. Il termine “vaccino” coniato proprio da Jenner deriva dal latino “vacca“, termine che identifica la mucca, e dal relativo aggettivo “vaccinus“. deriva anche il termine vaccinazione.

Nel 1882 Louis Pasteur dimostrò che per generare un’immunità verso un patogeno si potevano usare preparazioni microbiche alterate usando midollo spinale di conigli infettati con la rabbia e bacilli di antrace riscaldati.

I vaccini hanno sconfitto inoltre malattie terribili, come il tetano neonatale, e ne hanno reso rare molte altre, come la difterite, la poliomielite tanto che dal 2018 l’Italia è polio free, mentre la mortalità per morbillo è stata drasticamente ridotta. A livello globale, è stato stimato che le vaccinazioni prevengono ogni anno fino a 3 milioni di decessi (7.000 al giorno).

Da menzionare i vaccini plurivalenti che consentono di introdurre nell’organismo diversi antigeni con un’unica somministrazione – ad esempio il vaccino trivalente contro morbillo, parotite e rosolia, una miscela di virus vivi attenuati delle tre patologie, somministrati tramite iniezione e destinato principalmente ad una popolazione infantile, e ad oggi, oltre 1 miliardo di dosi sono state utilizzate in più di 60 paesi al mondo. La vaccinazione esavalente (poliomielite, difterite, tetano, epatite B, pertosse, emofilo) è somministrata in tre dosi nel primo anno di vita. I vaccini associati sono vantaggiosi perché con una sola somministrazione si difendono i soggetti contemporaneamente da più malattie senza che questo renda il vaccino più” pesante”, oltre a ridurre notevolmente il numero di visite ai centri di vaccinazione.

Vaccini anti covid-19
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