Ho letto questo libro, intitolato LONGEVITA’ , con molto interesse, non solo perché mi piacerebbe poter vivere più a lungo e più in salute, ma anche perché è scritto molto bene. Inoltre mi ha fornito delle conoscenze su materie come la genetica, la biologia e la farmacologia, che sono molto lontane dalla mia formazione prettamente tecnica. Provo qui a fare una breve sintesi di quanto appreso con la sua lettura. Ovviamente a tutti quelli che fossero interessati consiglio la lettura completa del libro. L’ edizione italiana è facilmente reperibile nelle librerie oppure online, anche su Amazon.  

LONGEVITA'
Longevita’ di David Sinclair

Prologo

David Sinclair è un ricercatore e professore di genetica australiano, molto conosciuto ed apprezzato per i suoi studi sull’invecchiamento.  Egli dichiara con convinzione che nel prossimo futuro si potrà vivere in buona salute fino a 120 anni e probabilmente anche oltre. La vecchiaia non deve essere più considerata un processo ineluttabile, ma una malattia che si può curare. Quindi non più un lento scorrere del tempo verso la morte, ma un processo dinamico che si può arrestare e addirittura invertire. Questo si può fare ricorrendo al potere “rigenerante” di una serie di molecole promettenti che sono attualmente allo studio.

Meccanismo dell’invecchiamento

Sinclair inizia raccontando le varie tappe delle ricerche sull’invecchiamento fino ad una decina di anni fa, quando furono identificati alcuni segnali distintivi che se affrontati singolarmente potrebbero rallentarlo. Secondo Sinclair, l’invecchiamento è caratterizzato da questi fattori danni del DNA, un’alterata comunicazione intercellulare e la produzione di molecole infiammatorie; il logoramento dei telomeri, i “cappucci” che proteggono la regione terminale dei cromosomi; l’esaurimento delle cellule staminali e molto altro.

Cause

L’autore crede che esista una causa unica a monte di tutte quelle citate sopra e che questa sia una perdita di informazioni genetiche. In biologia esistono due tipi di informazioni, uno di tipo digitale e uno analogico. Analogamente al mondo dei computer, il tipo digitale si basa su una serie finita di valori possibili che in questo caso non sono in base 2 ma in base 4 codificati con le lettere A, T, C, G. Essendo digitale è un sistema molto affidabile per conservare e copiare informazioni. Invece il tipo di informazione analogica viene chiamato epigenoma. L’informazione genetica è immagazzinata nel DNA, quella epigenetica in una struttura chiamata cromatina. L’informazione epigenetica dirige tutte le nostre cellule indicando ad ognuna il tipo di lavoro che deve svolgere.  Facendo sempre un paragone con l’informatica il genoma è il computer mentre l’epigenoma è il software.

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Circuito di sopravvivenza

Questi studi sui meccanismi che regolano l’invecchiamento hanno portato alla scoperta di quello che viene chiamato circuito di sopravvivenza. Quando siamo troppo stressati, spesso è necessario fermarsi, concedersi una pausa e riprendere le energie. Una regola che non vale solo per noi, ma anche per le nostre cellule.

Se sono sottoposte a stress, infatti, hanno bisogno di riposo per ricaricarsi. L’ evoluzione ha selezionato dei precisi meccanismi che permettono alle cellule di entrare in uno stato di stand-by: un sistema di recovery che allunga la vita della cellula e anche quella del nostro organismo.

Sirtuine

Questo avviene per mezzo di particolari enzimi chiamati Sirtuine. Essi regolano la stabilità e la riparazione del DNA, la capacità di sopravvivenza delle cellule, il metabolismo e la comunicazione intercellulare. Nei mammiferi sono stati identificati sette geni appartenenti a questa famiglia da Sirt1 a Sirt7. Quando però i danni da riparare sono troppi, per varie cause, le sirtuine non riescono a fare tutto il loro lavoro. Le cellule perdono la loro identità e nasce il caos che si può materializzare anche come invecchiamento.

Longevita' ricerche sull'invecchiamento
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Altri geni della longevità

Esistono altri geni della longevità, uno si chiama mTOR (Target of Rapamycin). È un complesso di proteine che regolano crescita e metabolismo. Un altro è AMPK ( Adenosin Monofosfato Protein Kinosi). Questi, insieme alle Sirtuine, segnalano alle cellule sotto stress di mettersi a riposo e migliorare la sopravvivenza stimolando la riparazione del DNA, la riduzione delle infiammazioni causate dalle cellule senescenti e la digestione delle proteine vecchie.

Questi geni della longevità vengono attivati da condizioni di leggero stress cellulare che possono essere indotte da alcuni comportamenti fisici oppure da alcune molecole scoperte recentemente.

Buoni comportamenti

I buoni comportamenti sono l’esercizio fisico, il digiuno intermittente, le diete ipoproteiche ed ipocaloriche e la terapia del freddo. La restrizione calorica in particolare ha dimostrato non solo di allungare la vita ma anche di prevenire le malattie cardiache, il diabete, l’ictus e il cancro. La restrizione calorica consiste nel ridurre del 25% l’apporto calorico rispetto al normale. Il digiuno intermittente, fatto saltando un pasto almeno una volta a settimana, sembra funzionare molto meglio per attivare i meccanismi che rallentano l’invecchiamento.

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Molecole contro l’invecchiamento

Oltre a questi buoni comportamenti, in parte già conosciuti da tempo, recentemente sono state scoperte diverse molecole che riescono a far ottenere gli stessi effetti. Ne elenco alcune:

  • Rapamicina. Deve il suo nome al luogo in cui in cui fu scoperto il suo componente (Streptomyces Hygroscopicus). Si tratta dell’isola di Pasqua, in lingua locale Rapa Nui. Inizialmente furono scoperte le sue proprietà antimicotiche, successivamente vennero fuori le sue proprietà di soppressore del sistema immunitario che lo fecero usare con successo nel campo dei trapianti d’organo. Negli ultimi anni si è scoperto che è anche uno dei composti di maggiore successo per prolungare la vita.
  • Metformina. Farmaco di grande successo da decenni per combattere il diabete di tipo2 Ad un certo punto alcuni ricercatori hanno notato che le persone che assumevano Metformina avevano una vita più in salute a prescindere dal suo effetto sul diabete. Ricerche ulteriori hanno dimostrato la sua capacità di simulare gli effetti della restrizione calorica e di conseguenza di attivare il meccanismo anti invecchiamento. Inoltre uno studio su 41000 soggetti ha concluso che il farmaco riduceva la probabilità di molte malattie come: malattie cardiovascolari, demenza, cancro, fragilità e depressione. Non tutti i tumori rispondevano al farmaco ma più di 25 studi hanno dimostrato un rischio più basso del 40% per quelli al polmone, colon-retto, pancreas e mammella.
  • Resveratrolo. Un antiossidante naturale che si trova nel vino rosso, nell’uva e in molte altre piante. Studi condotti da Sinclair hanno dimostrato la sua capacità di ritardare l’invecchiamento simulando una restrizione calorica senza bisogno di attuarla. Ha però due problemi: non è molto potente ed è poco solubile nell’intestino.
  • NAD (nicotinammide adenina dinucleotide). Ha il vantaggio di potenziare tutte e sette le sirtuine. Scoperto da più di un secolo, solo negli anni ’90 si è capito che era un regolatore di molti processi biologici. Una sua carenza non fa lavorare bene le sirtuine. Si è quindi scoperto che i livelli di NAD diminuiscono con l’età in tutto il corpo. Nel 2004 si scoprì che l’NR (Nicotinammide Riboside) era un precursore del NAD in grado di potenziarlo e aumentare l’attività di Sir2. Successivamente si iniziò a studiare un altro composto NMN (Nicotinammide Mono Nucleide)che si trova nei cavoli, broccoli e avocado. Nel nostro corpo l’NR si converte in NMN e successivamente in NAD. È stato dimostrato sugli animali che una somministrazione di NR o NMN aumenta il NAD del 25% in 2 ore.
Longevita'
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Papa’

A questo punto Sinclair racconta del padre anziano che dopo la morte della moglie nel 2014 aveva iniziato un declino fisico apparentemente inesorabile. Nonostante fosse scettico, la curiosità lo spinse a provare le molecole scoperte dal figlio. In particolare visto che aveva un diabete tipo 2 borderline, iniziò a prendere la Metformina. L’anno dopo aggiunse l’NMN e dopo pochi mesi si videro i risultati. Si sentiva meno stanco, più attivo e più vispo mentalmente. Iniziò a viaggiare e a fare escursioni frequentemente, mentre il suo stato di salute generale migliorava di giorno in giorno.

Conclusione

Infine puo’ essere molto interessante sapere cosa fa l’autore del libro per contrastare il suo invecchiamento. Oggi ha 52 anni e nonostante sia ancora lontano dall’eta’ critica, ha iniziato da tempo a mettere in pratica le sue scoperte. Elenco qui la sua personale ricetta che potete trovare più dettagliata in fondo al libro.

  • 1grammo ciascuno di NMN, Resveratrolo e Metformina ogni mattina a colazione.
  • Una dose giornaliera di vitamina D e vitamina K e 83mg di aspirina
  • Zucchero, pane e pasta il meno possibile
  • Provare a saltare un pasto al giorno o almeno farlo molto leggero.
  • Sinclair ogni due o tre mesi fa un prelievo e controlla i suoi biomarker. Quando i vari livelli non sono ottimali li corregge con l’alimentazione.
  • Camminare ogni giorno e fare le scale. In palestra almeno una volta a settimana.
  • Consumare molta frutta e verdura ed evitare la carne il più possibile.

Recensione a cura di Cesare Villa


LONGEVITA’ di David Sinclair
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